Vespa Cosa 150 Elestart
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La Cosa, viene presentata nel 1987, secondo Piaggio è l'arma per risollevarsi dalla crisi di mercato che caratterizza il periodo. Nata
per sostituire la serie "P", risalente a dieci anni prima, ne riprende gran parte della meccanica, apportando modifiche tecniche date
dal progresso dei materiali, delle tecnologie e delle lavorazioni. Stilisticamente differente dalla serie "P", si fa subito notare per la caratteristica posizione della luce posteriore, in posizione
invertita rispetto alla tradizionale "luce in alto - targa in basso". La stampa la accoglie tiepidamente e il pubblico freddamente, tanto che circola la leggenda che i concessionari Piaggio la
offrissero con sconti molto sostanziosi, pur di vendere qualche esemplare. Delle tre cilindrate caratteristiche (125, 150 e 200cc), la
versione prodotta in maggior numero di esemplari è la 125 con miscelatore e avviamento elettrico. La caratteristica funzionale che più la differenzia da qualsiasi altra Vespa prodotta prima di allora, è la presenza di un capiente vano
sotto la sella, che permette di alloggiare il casco del guidatore, mentre dalla parte tecnica si distingue per un innovativo sistema di
frenata integrale (integrato da un ABS elettronico, disponibile a richiesta, nella seconda serie). Praticamente il comando del freno a
pedale, aziona in modo idraulico entrambi i tamburi delle ruote ed essendo l'impianto dotato di ripartitore, la forza frenante viene
regolata tra i due assi in funzione della forza applicata al pedale. L'impianto è realizzato in modo molto simile a quello delle automobili; nella parte inferiore della pedana è applicata la pompa
idraulica che permette al liquido contenuto nel piccolo serbatoio posto sotto la sella, di far espandere le ganasce, mediante due
cilindretti in tutto e per tutto identici nel funzionamento, a quelli applicati ai freni a tamburo delle autovetture, mentre la classica leva
destra del manubrio, comanda una camma flottante, che aziona il freno anteriore esattamente come i precedenti modelli. Meccanicamente, la Cosa, riprende la quasi totalità dei componenti interni del motore della serie che va a sostituire, mentre le
fusioni dei carter, presentano differenze nella zona anteriore dove c'è il collegamento al telaio, posteriormente al
monoammortizzatore e la parte che supporta il patto delle ganasce è completamente diversa. Differenze si possono ritrovare anche per quanto riguarda il carburatore. A differenza di tutti i precedenti modelli di Vespa, quello
della Cosa, sempre prodotto dall' italiana Dell' Orto, è dotato di rubinetto carburante e comando dello starter automatici. I getti sono
di misura più piccola rispetto ai corrispondenti della serie "P", a causa della nuova conformazione dell' aspirazione dell' aria. La
Cosa, infatti ha un primo filtro aria in spugna estraibile e sostituibile, nell' alloggiamento ricavato proprio nel vano sottosella. Il resto
dell' aspirazione è in comune con il precedente modello, compreso il filtro a rete fissato sul corpo del carburatore, che presenta la
lettera "H" alla fine della misura, per essere univocamente identificato (20/20H sulle cilindrate 125 e 150, mentre sul 200cc è
presente un 24/24H).
